banner

Articolo 3 del D.M. 29 aprile 2022: obblighi e adempimenti per le imprese certificate UNI/PdR 125

La certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 rappresenta oggi uno strumento strategico per le imprese che intendono dimostrare il proprio impegno concreto in materia di equità, inclusione e sostenibilità organizzativa.

Il Decreto del 29 aprile 2022, noto come Decreto Bonetti, disciplina il sistema nazionale di certificazione e ne definisce i parametri minimi, introducendo specifici obblighi informativi.

Tra questi, l’Articolo 3 riveste un ruolo centrale, poiché stabilisce l’obbligo di informativa annuale sulla parità di genere per le imprese certificate o in fase di mantenimento della certificazione.

 

Il Decreto Bonetti e il sistema di certificazione della parità di genere

Il D.M. 29 aprile 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2022, attua quanto previsto dal PNRR – Missione 5 e dalla Strategia nazionale per la parità di genere 2021–2026.
Il decreto individua nella UNI/PdR 125:2022 la prassi di riferimento ufficiale per la misurazione, valutazione e certificazione delle politiche aziendali di parità di genere.

La certificazione è volontaria, ma consente alle imprese di accedere a:

  • premialità nei bandi pubblici;
  • sgravi contributivi;
  • punteggi aggiuntivi negli appalti;
  • rafforzamento della reputazione ESG.

 

Articolo 3 del D.M. 29 aprile 2022: l’informativa annuale sulla parità di genere

Oggetto dell’obbligo

L’Articolo 3 introduce l’obbligo, per i datori di lavoro delle imprese certificate UNI/PdR 125, di predisporre annualmente un’informativa aziendale sulla parità di genere.

L’informativa ha lo scopo di:

  • dimostrare il mantenimento nel tempo dei requisiti di certificazione;
  • garantire trasparenza verso le parti sociali;
  • consentire un controllo diffuso sull’effettiva applicazione delle politiche di genere.

Non è quindi sufficiente ottenere la certificazione: è necessario documentare ogni anno il livello di adeguamento ai parametri previsti dalla Prassi UNI/PdR 125:2022.

 

A chi deve essere trasmessa l’informativa

L’informativa annuale deve essere messa a disposizione di:

Rappresentanze sindacali aziendali

Le RSA/RSU sono coinvolte nel monitoraggio delle condizioni di lavoro e delle politiche di parità, rafforzando il principio di partecipazione e trasparenza interna.

Consigliera o Consigliere di parità territorialmente competente

Si tratta di figure istituzionali con funzioni di vigilanza e tutela in materia di pari opportunità. In presenza di criticità o incoerenze, possono segnalare la situazione agli organismi competenti, inclusi quelli di certificazione.

 

Contenuti minimi dell’informativa annuale

L’Articolo 3 non fornisce un modello rigido, ma richiede che l’informativa sia coerente con i KPI e le aree di valutazione della UNI/PdR 125:2022, in particolare:

  • • politiche di selezione e assunzione;
  • • gestione delle carriere e opportunità di crescita;
  • • equità retributiva di genere;
  • • tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro;
  • • prevenzione di abusi, molestie e discriminazioni;
  • • presenza femminile nei ruoli decisionali.

L’informativa deve basarsi su dati misurabili, evidenze documentali e risultati di monitoraggi interni, evitando dichiarazioni meramente formali.

 

Rapporto con la certificazione UNI/PdR 125:2022

L’informativa annuale rappresenta un elemento di continuità della certificazione.
Eventuali scostamenti rilevanti tra quanto dichiarato e quanto riscontrabile nella realtà organizzativa possono determinare:

  • richieste di azioni correttive;
  • verifiche aggiuntive da parte dell’organismo di certificazione;
  • rischi sul mantenimento della certificazione.

Per questo motivo, l’informativa deve essere integrata nei processi di governance e compliance aziendale.

 

Implicazioni operative per le imprese

Per rispettare correttamente l’Articolo 3 del Decreto Bonetti, le imprese certificate PdR 125 dovrebbero:

  • strutturare processi di raccolta dati e audit interni periodici;
  • definire responsabilità chiare (HR, compliance, direzione);
  • predisporre un modello standard di informativa annuale;
  • allineare il reporting con gli audit di sorveglianza della certificazione;
  • mantenere un dialogo strutturato con sindacati e istituzioni di parità.

L’assenza di un approccio sistemico espone l’azienda a rischi di non conformità.

 

Conclusioni

L’Articolo 3 del D.M. 29 aprile 2022 (Decreto Bonetti) rafforza il valore sostanziale della certificazione UNI/PdR 125:2022, trasformandola da attestazione formale a impegno continuo e verificabile.
L’informativa annuale sulla parità di genere diventa uno strumento essenziale di trasparenza, controllo e miglioramento, nonché un tassello fondamentale della strategia ESG aziendale.

Per le imprese, affrontare correttamente questo adempimento significa proteggere il valore della certificazione, rafforzare la propria credibilità e consolidare un modello organizzativo realmente orientato all’equità e alla sostenibilità.