Il Comune di Ravello ha ufficialmente adottato il proprio Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PAD), lo strumento con cui ogni comune costiero campano traduce in azioni concrete le linee guida del PUAD regionale. Il PAD di Ravello regolerà la gestione della spiaggia di Castiglione e introduce un modello di governance costiera che punta su sicurezza, sostenibilità e qualità dei servizi.
Per i gestori di stabilimenti balneari campani — e non solo — questa notizia non è un fatto amministrativo qualunque. È il segnale che il quadro normativo regionale si sta completando, e che chi non si prepara oggi rischia di arrivare impreparato ai futuri bandi per le concessioni demaniali.
Il PUAD Campania e il sistema a stelle: cosa prevede la Tabella A
Dietro al PAD di Ravello c’è un impianto normativo regionale preciso. La Regione Campania, con la DGR n. 712 del 20 dicembre 2022, ha adottato il Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PUAD), che i comuni costieri sono tenuti a recepire attraverso i propri PAD.
Uno degli aspetti più rilevanti del PUAD — e meno discussi nel dibattito pubblico — è la classificazione a stelle degli stabilimenti balneari, da 1 a 4 stelle, regolata dalla Tabella A allegata al piano. Questa tabella stabilisce i requisiti minimi obbligatori che uno stabilimento deve soddisfare per ottenere ciascun livello di classificazione. Requisiti che riguardano:
- Dotazioni igienico-sanitarie: numero minimo di servizi igienici, docce, spogliatoi in rapporto alla superficie concessa
- Gestione dei rifiuti: numero minimo di postazioni di raccolta differenziata per zona
- Sicurezza: presidi di salvataggio, segnaletica, primo soccorso
- Accessibilità: percorsi e servizi per persone con disabilità
- Spazi e attrezzature: distanze minime tra gli ombrelloni, manutenzione delle infrastrutture fisse e mobili
- Servizi ai bagnanti: comunicazione, informazione turistica, qualità dell’accoglienza
La classificazione non è solo un’etichetta di prestigio. Incide direttamente sulla valenza turistica dell’area e, nel prossimo futuro, sarà un elemento centrale nei bandi per il rinnovo e la riassegnazione delle concessioni demaniali.
Vale la pena notare che Ravello è classificata nella categoria A (alta valenza turistica) dal PUAD regionale, con un punteggio di 23,37 su 32 — frutto di indicatori di sviluppo turistico molto elevati: il rapporto presenze/mq in concessione è tra i più alti della Campania (coefficiente n1: 58,49), il rapporto presenze/residenti è anch’esso eccezionale (coefficiente n2: 71,70), e la balneabilità delle acque raggiunge il 100% nei controlli ARPAC. Un contesto di altissima pressione turistica in cui la qualità gestionale non è un optional, ma una necessità strutturale.
La ISO 13009: non una moda, ma la risposta tecnica alle stesse domande
La norma UNI EN ISO 13009:2018 — “Turismo e servizi connessi: requisiti e raccomandazioni per le attività in spiaggia” è lo standard internazionale di riferimento per la gestione degli stabilimenti balneari. KLQC supporta i gestori nel percorso di consulenza e implementazione per l’ottenimento di questa certificazione.
Chi conosce bene sia la Tabella A del PUAD sia la struttura della ISO 13009 si accorge immediatamente di una cosa: parlano la stessa lingua. Non è una coincidenza — entrambi gli strumenti nascono dall’esigenza di definire cosa significa “gestire bene una spiaggia”, e convergono sugli stessi macro-ambiti.
| Area tematica | Tabella A – PUAD Campania | ISO 13009:2018 |
|---|---|---|
| Sicurezza in acqua e in spiaggia | Presidi di salvataggio obbligatori, segnaletica di sicurezza, piani di emergenza | Sezione 7 – Sicurezza della spiaggia: pianificazione emergenze, sorveglianza bagnanti, procedure di allerta |
| Igiene e pulizia | N. minimo di servizi igienici per superficie, manutenzione degli spazi comuni | Sezione 9 – Pulizia: frequenza interventi, monitoraggio stato delle strutture |
| Gestione dei rifiuti | N. minimo di postazioni di raccolta differenziata per zona demaniale | Sezione 10 – Gestione rifiuti: raccolta differenziata, smaltimento, aree di conferimento |
| Accessibilità | Percorsi per persone con disabilità come condizione per il rilascio della CDM (Art. 3 c. 7 PUAD) | Sezione 8 – Accessibilità: requisiti per persone con mobilità ridotta, segnaletica dedicata |
| Infrastrutture fisse e mobili | Distanze minime tra ombrelloni, requisiti delle strutture in base al livello di stelle | Appendice C (normativa) – Checklist infrastrutture: edifici, servizi sanitari, docce, ombreggiatura |
| Comunicazione e informazione | Informazioni al pubblico su classificazione e servizi disponibili | Sezione 11 – Informazione e comunicazione: display informativi, comunicazione multilingue |
| Qualità dell'acqua | Monitoraggio ARPAC come criterio per la valutazione della balneabilità | Sezione 6 – Qualità dell'acqua: monitoraggio, gestione dei dati, comunicazione dei risultati |
| Sostenibilità ambientale | Uso di materiali ecocompatibili, bioarchitettura, energie rinnovabili (Art. 3 c. 8 PUAD) | Sezione 5 – Gestione sostenibile: impatto ambientale, consumi, gestione acque reflue |
La differenza principale tra i due strumenti non sta nei contenuti, ma nella natura giuridica: la Tabella A del PUAD è un obbligo normativo imposto dalla Regione Campania a tutti i gestori demaniali campani; la ISO 13009 è una certificazione volontaria che attesta — attraverso un audit indipendente condotto da un ente accreditato ACCREDIA — che quegli stessi standard sono stati realmente implementati e vengono mantenuti nel tempo con metodo e continuità.
In altre parole: la Tabella A del PUAD dice cosa devi avere. La ISO 13009 certifica che ce l’hai davvero, e che funziona.
L’esperienza KLQC nel settore balneare: un track record concreto
KLQC non è nuova a questo tipo di percorsi. Negli ultimi anni ha accompagnato con successo diversi stabilimenti balneari italiani verso la certificazione ISO 13009, in contesti geografici e caratteristiche operative molto diversi tra loro:
- Pachuka Beach – Lido di Venezia: certificazione ottenuta dopo un lavoro preparatorio strutturato nell’anno precedente all’audit, in un ecosistema lagunare protetto a fianco di un’oasi naturale del fratino. Un caso di co-progettazione con una direzione già formata sui temi della sostenibilità.
- Lido Belvedere – Sperlonga (LT): certificazione ISO 13009 guidata dalla filosofia “per vincere bisogna allenarsi” — un percorso di crescita multigenerazionale che ha trasformato la gestione operativa della spiaggia migliorando sicurezza, raccolta differenziata e soddisfazione del cliente.
- Lido Luciano – Marina di S. Nicola, Lido Miramare – Ladispoli, Lido Anna – Termoli: certificazione ISO 13009 ottenuta contestualmente dai tre stabilimenti, a dimostrazione della scalabilità del modello consulenziale KLQC anche in percorsi multi-sito.
- Lido Mastino: certificazione ISO 13009 nell’ambito del consolidato portfolio balneare di KLQC.
Quattro progetti, sei stabilimenti certificati, contesti costieri differenti — dal Tirreno laziale all’Adriatico molisano, dalla laguna veneta al litorale romano. Un bagaglio operativo che KLQC porta direttamente a vantaggio dei gestori campani che oggi si trovano di fronte alle stesse sfide.
Un mercato ancora aperto: la finestra di vantaggio è adesso
Guardando l’intero panorama costiero campano — 60 comuni, centinaia di concessioni demaniali attive — la penetrazione della certificazione ISO 13009 rimane ancora molto bassa. I PAD comunali stanno arrivando uno dopo l’altro, il sistema a stelle è operativo, la riforma nazionale delle concessioni è in itinere. Il quadro normativo si sta chiudendo rapidamente attorno ai gestori.
Chi si muove adesso costruisce un vantaggio competitivo concreto prima che diventi un requisito di tutti.
Perché agire adesso, non dopo
Le ragioni per cui un gestore balneare campano dovrebbe avviare oggi il percorso verso la ISO 13009 sono almeno tre:
- La classificazione a stelle incide già oggi sulla posizione competitiva. Uno stabilimento che soddisfa i requisiti di 3 o 4 stelle ha un profilo diverso rispetto alla concorrenza, tanto agli occhi dei turisti quanto, in prospettiva, degli enti concedenti.
- I bandi per le concessioni si avvicinano. La riforma nazionale del settore balneare è in itinere, e la certificazione ISO 13009 è già indicata da più enti come possibile requisito premiante o obbligatorio nei futuri bandi di assegnazione. Chi arriva certificato parte con un vantaggio documentato.
- Il percorso di certificazione richiede tempo. Non si ottiene in poche settimane. Richiede un’analisi del gap, l’implementazione delle procedure operative, la formazione del personale e l’audit da parte di un ente accreditato. Chi inizia adesso arriva preparato; chi aspetta rischia di trovarsi in ritardo nel momento peggiore.
Come può aiutarti KLQC
KLQC è una società di consulenza con sede ad Angri (SA) e Roma, specializzata nell’accompagnamento delle imprese verso le principali certificazioni di qualità, tra cui la ISO 13009 per la gestione degli stabilimenti balneari.
Il nostro approccio parte sempre da un’analisi del gap rispetto ai requisiti della norma — incluso il confronto puntuale con quanto richiesto dalla Tabella A del PUAD regionale per il livello di classificazione a stelle che il gestore intende raggiungere — e si sviluppa in un percorso strutturato che porta all’audit di certificazione con basi solide e documentazione reale, non allestita all’ultimo momento.
Operiamo in tutta Italia, con una presenza consolidata sul territorio campano e una conoscenza diretta del quadro normativo regionale in materia di demanio marittimo.
Vuoi sapere a che punto è il tuo stabilimento rispetto ai requisiti del PUAD e della ISO 13009?
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